lunedì 17 giugno 2013

Pasta con lo sgombro


Anche questa settimana vi proponiamo un primo di pesce, decisamente meno elegante della Trota in rosso pubblicata la scorsa settimana (se ve la siete persa, seguite il link perché merita), ma altrettanto buono.
Lo sgombro appartiene alla famiglia dei pesci azzurri: è ricco di omega-3, che prevengono la ipercolesterolemia e quindi problemi a livello cardiovascolare; è ricco di proteine altamente digeribili, non è particolarmente calorico, e piuttosto saporito. Infine, è un pesce abbastanza economico, che di questi tempi non guasta.



Tempo di preparazione: 30 minuti
Difficoltà: facile

Ingredienti (per 4 persone)
  • 4 filetti di sgombro
  • mezza cipolla
  • 1 spicchio d’aglio
  • pomodori datterino
  • prezzemolo
  • olio, sale e pepe
  • 400 g di spaghetti
Portate a bollore l’acqua salata e mettete a cuocere gli spaghetti. Intanto fate soffriggere la cipolla tritata fine e lo spicchio d’aglio nell’olio. Rimuovete l’aglio e aggiungete gli sgombri precedentemente tagliati a pezzettoni. Salate e pepate. Solo all’ultimo minuto aggiungete i pomodorini a dadini e il prezzemolo.

Scolate la pasta fortemente al dente e terminate di cuocere nel sugo (eventualmente addizionato con un mestolo di acqua della pasta). Servite con un’ulteriore manciata di prezzemolo fresco.

venerdì 14 giugno 2013

Trota in rosso


Buongiorno e buon venerdì a tutti.
Qui in casa Staffette c’è aria di gioia: io sto finendo gli scrutini e sono in pieno fermento per un progetto che forse prenderà il via; e la mamma ha trovato una gatta abbandonata, ribattezzata Tonia, probabilmente incinta, che è una profusione di coccole e fusa e non è proprio possibile non prendersene cura (mentre il nostro Kyra la guarda dalla terrazza con aria sospettosa). Siamo proprio una corte dei miracoli!
Quest’oggi vi presentiamo un primo veramente fantastico: estivo, bilanciato, delicato, e davvero elegante. La ricetta era in cantiere da un po’ nella mia mente e finalmente sono riuscita a mettere insieme tutti i tasselli.
Fondamentale il riso, una particolare varietà di riso rosso (chiamato riso rosso selvaggio) inviatoci ancora tempo fa dall’azienda Cascina Belvedere e che fino ad ora non eravamo riuscite ad impiegare adeguatamente: dolce, aromatico, perfetto sia caldo che freddo a nostro parere.
La trota iridea salmonata, d’altra parte, è un pesce che sta avendo largo spazio sulla nostra tavola. Si tratta di un pesce particolarmente magro (adatto per le diete quindi) e delicato, quindi bisogna stare attenti a non coprirlo con sapori forti. La morte sua è condito con il burro, e non con l’olio. Noi qui l’abbiamo cotto semplicemente al forno con il succo di pompelmo, e abbiamo aggiunto una noce di burro solo nella pentola con il riso (su un fondo di acqua: Davide Oldani docet).
Completano il piatto il limone candito (abbiamo usato la ricetta di Moreno Cedroni, che è veramente fantastica) e le uova di pesce per dare un po’ di sapidità: noi abbiamo usato quelle di lompo nere per una questione di colori nel piatto e perché sono molto adatte alla versione finger food, ma potete usare anche quelle di trota.
Proprio con questa ricetta ho iniziato la mia collaborazione con la rivista on line Honestcooking, di cui sono molto felice e che vi invito tutti ad andare a sfogliare.
Buon appetito!
Alessia
Tempo di preparazione: 1 ora
Difficoltà: facile

Ingredienti (per 4 persone)
per la trota
  • 2 filetti di trota salmonata per circa 250 g
  • finocchio selvatico
  • 1 pompelmo rosso
  • sale rosa dell’Himalaya
per il limone candito
  • 1 limone bio dalla buccia spessa
  • acqua
  • zucchero

Tagliate a metà il limone, spremetene il succo (facendo attenzione a non rompere la buccia) e mettetelo da parte per altre preparazioni. Prendete la scorza ed eliminate le pareti interne. Infine tagliatela a striscioline e poi a cubetti. Pesateli.
Per candire il limone servono 750 g di acqua e 400 g di zucchero semolato ogni 88 g di buccia di limone, quindi adeguate le proporzioni al peso del vostro limone.
Prendete i cubetti di limone e metteteli in una pentola insieme ad un terzo dell’acqua e dello zucchero; portate a bollore e lasciate bollire per 3 minuti, poi scolate le bucce di limone. Ripetete il procedimento con un terzo di acqua e uno di zucchero per altre 2 volte, e alla fine lasciate riposare le bucce nello sciroppo di zucchero.
Intanto portate a bollore dell’acqua salata e lessate il riso rosso selvaggio. Dovrà cuocere per circa una mezz’ora.
Prendete i filetti di trota. Eliminate tutte le spine ed eventuali parti di grasso; tenete invece la pelle. Mettete i filetti in una pirofila, salateli con il sale rosa dell’Himalaya, e aggiungete il finocchietto selvatico tagliato fine e il succo del pompelmo rosso. Cuocete la trota in forno per 8-10 minuti a 180°C e poi tagliatela a pezzetti eliminando la pelle.
Scolate il riso al dente e tenete da parte un bicchiere della sua acqua di cottura. Mettete l’acqua in una padella antiaderente e scaldatela. Scioglietevi una noce di burro, e ripassatevi il riso insieme ai pezzetti di trota.

Servite il riso insieme alle bucce di limone candito ben scolate e ad una cucchiaiata di uova di lompo nere.

mercoledì 12 giugno 2013

Gabin Pizza & Food

Inaugurazione del Gabin Pizza & Food

Finalmente conosciamo dal vivo uno chef che ci ha onorate della sua amicizia, fino ad ora solo virtuale: Andrea Gabin. Si presenta subito come una persona affabile, dal sorriso aperto e gentile, molto diverso dalla figura del grande chef che ormai vediamo in tutte le salse. Quindi, senza troppi imbarazzi, gli abbiamo chiesto un’intervista.


Chef, parlaci di te?
Ho sempre avuto la passione per il cibo e si vede!
Sin dalla scuola alberghiera ho cercato di coltivare al meglio la mia professione.
Ho avuto la possibilità di lavorare in strutture importanti in Italia e all’estero, variando volutamente da ristoranti stellati a trattorie, da alberghetti a hotel extra lusso, avendo la possibilità di apprendere da varie realtà completamente diverse, in modo da avere una visione più ampia della cucina.

Quali sono i tratti che contraddistinguono la tua cucina?
Cerco di farla mia in tutto e per tutto, grazie agli insegnamenti che ho ricevuto in passato.

Il piatto che ti rappresenta meglio?
Cerco di trasmettere la mia passione per gli ingredienti in tutto quello che faccio.

Il sapore o il profumo che ti ricorda la tua infanzia?
Senza ombra di dubbio il pomodoro maturo dell’orto scaldato dal sole.

Cos’è che ti ha riportato in Friuli con questo nuovo progetto?
Realizzare una realtà tutta nostra assieme all’amico Umberto Marangoni.

Quali sono i tratti distintivi di Gabin Pizza & Food?
La possibilità di lavorare secondo certi criteri senza avere un vero e proprio ristorante, ma offrendo la cucina di alta qualità in maniera diversa.
Alla portata di tutti.

Sei impegnato su qualche altro fronte, sempre culinario ovviamente?
Al momento oltre alla Pizza che facciamo tutta fatta con grani biologici e lieviti madre, siamo presenti per tutta la stagione a Lignano Sabbiadoro con la ristorazione del Charlino, ristorante Privè dell’ormai storico Mr. Charlie, e a Bologna con la consulenza del Ristorante Neoclassico, all’interno dell’hotel Calton.

Ormai il settore del food è superaffollato: appassionati di cucina, blogger e similari. Come ti relazioni con loro? E con i nuovi mezzi di comunicazione e informazione?
Un bellissimo rapporto con tutti voi, tante volte l’appassionato s’intende meglio di un professionista, i nuovi mezzi di comunicazione e informazione sono molto comodi.

Ovviamente non ci siamo limitate alle parole, e abbiamo testato sul campo la bravura dello chef, che ci ha fatto assaggiare 3 diversi gusti di pizza: una Margherita (a base di farina bianca), una Portofino (farina multicereali con pesto, olive e pecorino) e una pizza special (gamberone, dadolata di zucchine e spuma sifonata di zucchine).
Abbiamo mangiato la migliore pizza della nostra vita! Una lievitazione fantastica, merito anche di farine italiane tutte biologiche e del lievito madre. Gli ingredienti con cui le pizze vengono guarnite sono tutti di stagione e buonissimi, e possiamo gustare come accompagnamento, oltre alle birre, vini tipicamente friulani oppure delle ottime bollicine.


Consigliamo a tutti i nostri amici udinesi e friulani di andare a provare questa fantastica pizza presso Gabin Pizza & Food, in Piazza Matteotti 26 a Pasian di Prato.

venerdì 7 giugno 2013

Lasagna agli asparagi


Buongiorno a tutti!
Lo sappiamo, il periodo degli asparagi è praticamente finito, e oggi vi diamo un'idea per  utilizzare gli ultimi asparagi verdi in circolazione.
Quest'anno abbiamo mangiato tantissimi asparagi, soprattutto gli asparagi bianchi di Tavagnacco (andate a vedere questa splendida crostata dolce), i quali sono veramente deliziosi! E abbiamo preparato questa buonissima lasagna, la cui ricetta stazionava nel nostro computer da più di un mese. Ma vi sembra possibile passare le ore per preparare un piatto, e poi non avere 10 minuti per scrivere il post e mettere a posto le foto? Cose che solo i foodblogger possono capire!
Nella ricetta che trovate qui sotto vi abbiamo dato due alternative: con il prosciutto cotto o con quello crudo. Noi le abbiamo provate entrambe, e non sapevamo deciderci su quale fosse la versione migliore. Diciamo che con il prosciutto cotto la lasagna è più delicata, e si sente di più il sapore del montasio stravecchio (un formaggio particolarmente saporito), mentre con il prosciutto crudo il sapore della lasagna è più deciso. Ad ognuno la sua lasagna preferita insomma!

Tempo di preparazione: un’ora e mezza
Difficoltà: facile

Ingredienti (per 4 persone)
per la sfoglia
  • 4 uova
  • 200 g di farina 00
  • 200 g di farina di semola
  • sale
per la besciamella
  • 500 g di latte
  • 50 g di burro
  • 1 cucchiaio colmo di farina
  • sale
  • noce moscata
per il ripieno
  • 750 g di asparagi verdi
  • 300 g di prosciutto, o crudo di San Daniele (o comunque un prosciutto crudo piuttosto dolce), o cotto
  • parmigiano reggiano
  • formaggio Montasio stravecchio (36 mesi)
Per prima cosa preparate la sfoglia. Miscelate le due farine e il sale, e disponetele a fontana sulla spianatoia. Rompete le uova al centro della fontana ed iniziate a mescolare a poco a poco farina e uova con la forchetta, in modo tale che non si formino grumi. A questo punto iniziate ad impastare con le mani. Questo passaggio deve durare parecchi minuti, almeno 10, perché è indispensabile al fine di rendere la sfoglia bella elastica. Formate poi una palla e rivestitela con la pellicola.
Lasciatela riposare per 20 minuti/mezz’ora. Utilizzando la sfogliatrice, oppure a mano se avete più pazienza e buona volontà, ottenete delle sfoglie piuttosto sottili (a noi piace abbastanza spessa la sfoglia da lasagna, quindi utilizziamo fino al penultimo spessore della sfogliatrice). Deponete le sfoglie su carta da forno e lasciatele da parte.
Pulite gli asparagi, eliminando la parte più legnosa del gambo e mettendoli a bagno nell’acqua. Poi cuoceteli in abbondante acqua salata per 15 minuti circa (fate la prova della forchetta), scolateli e metteteli da parte. Intanto grattugiate i due formaggi.
Preparate infine la besciamella. Mettete a scaldare il latte insieme al sale e alla noce moscata, senza fargli prendere il bollore. Intanto sciogliete il burro; una volta che si dora aggiungete la farina, mescolando rapidamente perché non si formino grumi con una frusta, e infine il latte caldo a filo, sempre mescolando. Una volta raggiunto il bollore, abbassate la fiamma e lasciate cuocere per 10 minuti mescolando continuamente.
Prelevate 3 cucchiaiate di besciamella e deponetele sul fondo della pirofila da forno. Il resto della besciamella frullatelo insieme ad una parte degli asparagi, mentre gli altri riduceteli a piccoli pezzetti. Infine cuocete le sfoglie in acqua salata, con 1 cucchiaio d'olio, per 2 minuti, scolandole e raffreddandole immediatamente sotto l’acqua corrente al fine di bloccarne la cottura. Disponetele sulla spianatoia una separata dall’altra affinché non si attacchino tra loro.
Componete la lasagna come segue: uno strato di lasagna, uno strato di besciamella, i pezzetti di asparagi e il prosciutto sminuzzato, una manciata generosa di parmigiano e una di stravecchio. Terminate con un ultimo strato di lasagna, besciamella e formaggi. Infornate a 200°C per 10 minuti, magari in modalità grill, fino ad ottenere la doratura della lasagna.

lunedì 3 giugno 2013

Biscotti macadamia & cioccolato bianco


Buon inizio di settimana con questi deliziosi biscotti ipercalorici!
La ricetta non è farina del nostro sacco, ma del bellissimo blog La tana del coniglio. Quando Erika ha postato queste delizie quasi due settimane fa, non abbiamo finito di leggere la ricetta che già stavamo facendo ammorbidire il burro e pesando gli altri ingredienti. Per fortuna, quando abbiamo preparato la bomba bianca per Natale, ci erano rimaste un po’ di noci macadamia!
Non siamo grandi appassionate di biscotti, ma questi ci hanno fatto impazzire! Erano talmente buoni che ce li siamo mangiati tutti prima ancora di fare le foto, e quindi questa settimana ci siamo viste COSTRETTE a rifarli per poterli condividere con voi.
La ricetta è tale e quale a quella di Erika (abbiamo aggiunto solo un pizzico di sale), perché era già perfetta così! Provateli, e ve ne pentirete!!!
Nota di colore: questo sabato abbiamo avuto l'occasione di partecipare ad un evento in cui c'era "Sir" Joe Bastianich, e siamo riuscite a rimediare un autografo e una foto con lui. Ora ci manca solo lo chef Barbieri.


Tempo di preparazione: 30 minuti
Difficoltà: facilissima

Ingredienti
  • 125 g di burro
  • 180 di zucchero semolato
  • 1 pizzico di sale
  • 1 uovo
  • 295 g di farina 00
  • 8 g di lievito
  • 200 g di cioccolato bianco
  • 150 g di noci macadamia
Fate ammorbidire il burro. Montatelo con lo zucchero, e poi aggiungete un pizzico di sale. Quando il composto è bello spumoso, aggiungete l’uovo intero e continuate a sbattere. Infine, unite la farina e il lievito, mescolando finché il composto non è bello uniforme.
A questo punto aggiungete il cioccolato bianco e le noci macadamia, entrambi precedentemente ridotti a pezzi grossolani, ma senza lavorare troppo il composto altrimenti il burro si riscalda. Prelevate una cucchiaiata di composto, deponetela su una teglia ricoperta di carta da forno e schiacciate un po’, così da ottenere una sorta di schiacciatina. Distanziate bene i biscotti, perché durante la cottura si gonfieranno e si allargheranno.
Infornate a 180° per 15 minuti in forno statico. State attenti che i biscotti non si devono colorire troppo, altrimenti da freddi risulteranno duri. Diciamo che essendo i nostri biscotti già un po’ giallognoli a causa di un tuorlo particolarmente rosso, ci siamo affidate all’olfatto.

mercoledì 29 maggio 2013

Farotto zucchine e zenzero


Oggi una ricettina veloce e semplice. Ultimamente stiamo sostituendo spesso alla classica pasta o riso, altri cereali come farro e orzo.
Soprattutto il farro ha degli eccellenti valori nutrizionali: ricco di fibre, apporta un quantitativo di calorie inferiore rispetto agli altri cereali e assorbe molta acqua (per questo è molto utilizzato nelle diete).
E poi è davvero buonissimo! Noi l’avevamo utilizzato in quest’altra ricetta, il farzotto di Ildegarda Von Bingen, e ci era già piaciuto moltissimo in combinazione con l’orzo, ma anche da solo merita assolutamente.

Tempo di preparazione: 45 minuti
Difficoltà: facile

Ingredienti (per 4 persone)
  • 300 gr di farro integrale
  • 3 zucchine
  • 3 cipollotti
  • radice di zenzero fresco
  • sale e pepe
  • olio EVO
Per prima cosa risciacquate il farro (senza ammollo) e mettetelo a cuocere con acqua non salata fredda. Portate a bollore e cuocete per 20-25 minuti. Salate solo alla fine.
Poi preparate le verdure. Tritate i cipollotti, e soffriggeteli con l’olio. Affettate le zucchine e aggiungetele ai cipollotti; salate e pepate. Infine aggiungete lo zenzero fresco grattugiato.
Scolate il farro e terminate la cottura insieme alle verdure.

sabato 25 maggio 2013

Sarde a beccafico


Più volte, vedendo le puntate di Montalbano, abbiamo visto il famoso Commissario mangiare le tipiche pietanze siciliane. Tra queste, le sarde a beccafico ci hanno sempre incuriosite e quando un paio di giorni fa abbiamo trovato in pescheria queste sarde già belle pulite ci siamo fiondate a cercare la ricetta.
Abbiamo così scoperto che ci sono diverse versioni: c’è quella di Palermo e quella di Catania. Piccole variazioni sul tema.
Noi siamo andate un po’ a occhio prendendo gli ingredienti che più ci ispiravano. È scaturita una ricetta fresca e appetitosa, sicuramente da ripetere. Peccato solo che le nostre sarde erano già senza la codina...

Tempo di preparazione: 30 minuti
Difficoltà: facile

Ingredienti (per 4 persone)
  • 600 g di sarde già pulite (possibilmente con le codine)
  • 4 filetti di acciughe
  • 100 g di mollica di pane
  • 30 g di uvetta sultanina
  • 30 g di pinoli
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 cucchiaio di pecorino
  • 1 limone
  • 1 arancia
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • prezzemolo
  • olio EVO
  • sale e pepe
  • foglie di alloro
Scaldate l’olio e soffriggete lo spicchio d’aglio, poi sciogliete i filetti d’acciuga. Eliminate l’aglio e aggiungete la mollica di pane precedentemente passata al mixer, e abbrustolitela leggermente.
Togliete dal fuoco e aggiungete l’uvetta (prima ammollata nell’acqua), i pinoli, il prezzemolo, il pecorino, la buccia grattugiata di arancia e limone. Spremete il succo degli agrumi e scioglietevi il cucchiaio di zucchero. Aggiungete metà dello sciroppo all’impasto, pepate e aggiustate di sale.
Prendete le sarde già pulite, mettete una cucchiaiata di farcia e richiudete utilizzando le codine, o in assenza di esse (come nel nostro caso) con degli stuzzicadenti.
Ungete una teglia con un filo d’olio, e disponete gli involtini di sarde, ponendo tra un involtino e l’altro una foglia di alloro per separarli. Irrorate con un filo d’olio, aggiungete il restante succo d’agrumi zuccherato e ponete sopra le briciole d’impasto rimaste. Cuocete in forno a 180° per 10 minuti.
Consigliamo di prepararle in anticipo, così che tutti i sapori si amalgamino per bene. Servire a temperatura ambiente oppure leggermente intiepidite.

Con questa ricetta partecipiamo a "Happy blog party" del blog La casa di Artù.